Il Comune
Un Comune alle porte della città, ma non sua periferia.

7 sono i comuni confinanti; partendo da nord, in senso orario, si legge: Azzano S. Paolo, Orio al Serio, Grassobbio, Cavernago, Urgnano, Comun Nuovo, Stezzano.

Il passaggio di una direttrice fondamentale quale la via Cremasca, di connessione fra il territorio di Bergamo e la bassa pianura, non solo ha favorito la nascita di Zanica, ma ne ha condizionato anche lo sviluppo successivo.
Grazie al pendolarismo giornaliero gravitante dal punto di vista occupazionale su centri già consolidati (Dalmine, Bergamo, Milano), le trasformazioni del periodo postbellico non hanno stravolto la sua fisionomia di paese rurale.
Nonostante la vicinanza alla città, l'espansione urbanistica, avvenuta a partire dagli anni '60 prevalentemente lungo le strade di accesso al paese, non ha provocato quella saldatura che caratterizza invece l'hinterland di Bergamo.
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Il recupero del Rio Morlino a funzioni urbane ( marciapiedi, parcheggi, passaggio pedonale) ha determinato sicuramente una perdita in termini di valori paesaggistici.
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Via Stezzano negli anni ’80. Sullo sfondo a sinistra un cascinale, a destra le prime costruzioni del nuovo quartiere “Zanica Nord” | Via Stezzano oggi. L'antica santella è parte integrante del muro di cinta della nuova sede della BCC |

Vecchio cippo sulla strada che da Zanica conduce a Grassobbio
Via Libertà e Via Roma, lungo le quali è sorto l'antico nucleo abitatato, sono così da sempre lo scenario del transito extraurbano. Un tempo vi passavano pedoni, biciclette, calessi e carri, diretti verso i luoghi di lavoro o verso le fiere e i mercati, facendo magari tappa alla trattoria Vitali ; vi transitavano i carri degli ambulanti e gli autocarri che trasportavano i sassi e la sabbia del Serio. A partire dagli anni '50 gli automezzi privati, vespe e lambrette e poi automobili sostituiscono la corriera della Dalmine, della SAI e dell'AGI.
Oggi la strada continua a mantenere la sua funzione di arteria principale ed il passaggio nel centro di Zanica del traffico extraurbano, soprattutto dei mezzi pesanti , crea non pochi problemi di mobilità, sicurezza e vivibilità.
Solo recentemente la situazione, pur sempre problematica, è migliorata con la realizzazione del nuovo asse viario alternativo alla vecchia strada Cremasca 591.






